Le iniziative messe in campo e le richieste rivolte alle istutuzioni per permettere ai minori e alle persone che vivevano nell’ex immobile Inpdap di “restare vicine ai luoghi della loro quotidianità”
Articolo di Roma Today
Spin Time, la solidarietà non va in vacanza: associazioni e residenti dell’Esquilino in campo “per non disperdere la comunità”
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Consentire alle famiglie con bambini e ragazzi a restare il più possibile vicino ai servizi e alle persone che sono loro un punto di riferimento quotidiano. È questo l’obiettivo che anima il progetto “Casa Esquilino” e che vede, sotto la regia del Polo Civico Esquilino, l’adesione di 56 associazioni e il supporto di Roma Capitale.
L’appello alla solidarietà
“Casa Esquilino chiede a tutti e tutte di aprire le braccia e le porte della propria casa, mettendo a disposizione forme di ospitalità condivisa e solidale che consentano alle famiglie di restare vicine ai luoghi della loro vita” hanno fatto sapere i promotori dell’iniziativa. Ciò significa puntare “innanzitutto su SpinTime, ma anche la scuola Di Donato e il suo cortile, il centro di aggregazione Matemù, gli spazi del basket e del calcio, le strade, i parchi e le piazze che li hanno visti crescere”.
La comunità da non disperdere
Non si tratta quindi di cercare soltanto dei posti letto, finalità comunque perseguita. “L’obiettivo è fare in modo che i 90 minori che vivevano a SpinTime non siano lasciati soli e possano essere accompagnati, passo dopo passo, in una fase particolarmente delicata della loro vita, garantendo continuità scolastica, educativa, relazionale e di cura”. Si cerca, quindi, di “non disperdere la comunità”, di proteggere le relazioni che fanno sentire le persone che fino al 29 luglio abitavano nei locali di piazza Santa Croce in Gerusalemme, esattamente come parte di una comunità.
