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Oscure madri splendenti

Il Polo civico dell’Esquilino e Reorient onlus vi invitano a “Oscure madri splendenti. Alla ricerca delle radici del sacro”.
Luciana Percovich dialoga con Daniela Degan su miti, pratiche, parole e simboli che scardinano paradigmi di guerra e di dominio maschile
L’ idea che l’antichità in Europa sia stata caratterizzata da società guerriere fortemente strutturate in modo autoritario e patriarcale è ancora molto diffusa. E ciò nonostante Marija Gimbutas con le sue ricerche sia riuscita a ricostruire il mondo dell’antica Europa neolitica attingendo a un grande repertorio di dati archeologici scaturiti da numerose campagne di scavo nel bacino balcanico e mediterraneo meridionale.
In tutta la sua produzione e in particolare ne “Il linguaggio della Dea” Marija Gimbutas espone una tesi che ha cambiato la narrazione allora più in voga della storia del continente europeo: oltre a descrivere la realtà di un’antica Europa pacifica, egualitaria e portatrice di una spiritualità fortemente legata alla terra, dove la Grande Madre guidava i popoli verso una convivenza pacifica, Marija Gimbutas perfeziona l’ipotesi dell’origine dei nomadi indoeuropei che invasero l’Europa provenendo delle steppe della regione pontico-caspica.
Alla Gimbutas, in particolare, va ascritta l’identificazione del processo di indoeuropeizzazione con quello della diffusione della cultura kurgan, caratterizzata dalle imponenti tumuli sepolcrali. Il suo lavoro ha l’enorme merito di aver scardinato i paradigmi che considerano la guerra e il dominio maschile una connotazione di progresso della civiltà.
