L’Esquilino è tra le aree di Roma maggiormente esposte agli effetti delle ondate di calore. I dati sulla temperatura superficiale estiva mostrano come gran parte del rione raggiunga valori particolarmente elevati durante i mesi estivi, confermando la presenza di una marcata isola di calore urbana. A questo si aggiunge una popolazione con un’elevata presenza di persone anziane e fragili, rendendo il rione uno dei più vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico.

Il nuovo visualizzatore della temperatura superficiale elaborato per Roma consente infatti di osservare, isolato per isolato, sia le temperature estive sia la presenza di bambini tra 0 e 4 anni e di residenti over 75, due delle fasce più esposte ai rischi del caldo estremo.
Di questi temi si è discusso durante la seduta congiunta delle Commissioni Politiche della Sostenibilità Ambientale e Politiche Sociali del Municipio I, dedicata al primo Piano Caldo di Roma Capitale e alla nuova rete dei rifugi climatici.
Nel corso dell’incontro, Edoardo Zanchini, direttore dell’Ufficio Clima di Roma Capitale, (e già intervistato dal Polo Civico ) ha illustrato il Piano Clima e le strategie con cui Roma intende affrontare un fenomeno destinato a diventare sempre più frequente: non solo interventi di emergenza, ma una pianificazione urbana capace di ridurre gli effetti delle isole di calore attraverso più verde, ombreggiamento, materiali permeabili e servizi di prossimità.
Come ricordato anche dalla presidente della Commissione Sostenibilità Ambientale del Municipio I, «Le ondate di calore colpiscono soprattutto anziani, persone fragili e famiglie in difficoltà. Per questo, nel Primo Municipio, particolarmente esposto all’isola di calore e con una popolazione mediamente anziana, dobbiamo rafforzare la rete dei luoghi dove trovare sollievo dal caldo.»
Roma Capitale ha già censito 676 rifugi climatici distribuiti tra biblioteche, musei, centri anziani, scuole, parchi, piscine, fontanelle e casette dell’acqua. Il Piano entrerà ora in una fase di partecipazione pubblica per ampliare ulteriormente questa rete.
L’obiettivo è chiaro: fare dei rifugi climatici non semplici luoghi dove ripararsi durante un’emergenza, ma presìdi permanenti di socialità, cultura e benessere, capaci di rafforzare la resilienza dei quartieri.
In questo contesto il Polo Civico Esquilino rappresenta un presidio fondamentale. Oggi è infatti l’unico rifugio climatico riconosciuto all’interno del rione Esquilino, uno spazio aperto alla cittadinanza dove trovare accoglienza, attività sociali, servizi e occasioni di incontro.
In un rione tra i più caldi della città, il riconoscimento assume un valore che va oltre l’emergenza estiva. Significa costruire una rete di prossimità in cui la risposta alla crisi climatica passa anche dalla coesione sociale, dalla cura delle persone più vulnerabili e dalla presenza di luoghi accessibili a tutte e tutti.
Esquilino in numeri
19.707 residenti complessivi.
611 bambini tra 0 e 4 anni.
2.224 persone di almeno 75 anni.
2.835 residenti fragili complessivi, pari al 14,4% della popolazione.
Negli hotspot termici 2026 risiedono 416 persone fragili: 100 bambini e 316 over 75.
Le aree fisicamente più calde interessano soprattutto Termini, il fascio ferroviario e il sistema infrastrutturale verso Porta Maggiore.
La priorità sociale riguarda invece 21 sezioni abitate, individuate incrociando temperatura, numerosità dei fragili e persistenza del caldo
Dati eleborati da uno studio di alessandro cimbelli socio della cers esqulino monti Alessandro Cimbelli
Fonti:
https://www.mapparoma.info/zone-urbanistiche/esquilino/
https://cimbelli.github.io/lst-viewer/
https://www.youtube.com/watch?si=jIhvN99PzzSof4rl&v=1Gd_GR-CyXY&feature=youtu.be
