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The Last of Us
8 Maggio |20:30 - 22:00

Il Polo Civico dell’Esquilino, Scomodo e Spintime vi invitano a
THE LAST OF US
THE LAST OF US
proiezione e dibattito intorno al film
intervetranno
Slim Ala Eddin, regista
Federico Gironi, critico cinematografico
Giona Nazzaro, direttore artistico del Locarno Film Festival
Slim Ala Eddin, regista
Federico Gironi, critico cinematografico
Giona Nazzaro, direttore artistico del Locarno Film Festival
N arriva dal deserto per raggiungere il Nord Africa e compiere una traversata illegale verso l’Europa. Rimasto solo in Tunisia, decide di affrontare il mare in solitaria. Ruba così una barca e comincia il viaggio, ma presto l’imbarcazione affonda. Da quel momento, il viaggio di N si farà unico e speciale: scoprirà spazi diversi e infiniti, farà incontri intensi e fuggevoli, si confronterà con un’altra immagine di se stesso… [sinossi]
Ala Eddine Slim, classe 1982, tunisino, alla sua opera prima. The Last of Us. Un film ambizioso, rischioso, incredibilmente immerso nell’oggi, nell’attualità, eppure sospeso in un tempo e una dimensione altra dalla valenza universale.
The Last of Us è un film che riesce a ricalibrare continuamente l’equilibrio estetico tra i personaggi e il paesaggio naturale e urbano, tanto da impreziosire persino le anonime strade notturne, gli angoli bui di Tunisi, gli spazi chiusi. Slim tratteggia un viaggio geografico/umano/politico che è profondamente simbolico, ma altrettanto materiale, vero, polveroso. Il silenzioso protagonista, N (Jawher Soudani), è un profugo, un viaggiatore del/nel Tempo, un corpo rifiutato e quindi invisibile. Un corpo che può rapportarsi solo ai luoghi.
The Last of Us è un film che riesce a ricalibrare continuamente l’equilibrio estetico tra i personaggi e il paesaggio naturale e urbano, tanto da impreziosire persino le anonime strade notturne, gli angoli bui di Tunisi, gli spazi chiusi. Slim tratteggia un viaggio geografico/umano/politico che è profondamente simbolico, ma altrettanto materiale, vero, polveroso. Il silenzioso protagonista, N (Jawher Soudani), è un profugo, un viaggiatore del/nel Tempo, un corpo rifiutato e quindi invisibile. Un corpo che può rapportarsi solo ai luoghi.
