La sicurezza si costruisce con politiche innovative di accoglienza e integrazione, non con Daspo e videocamere.
Non alimentiamo la paura ma rafforziamo i legami sociali e di Comunità .
La sicurezza che il Viminale vuole imporre ora anche alla città di Roma, e in particolare nelle aree di Termini ed Esquilino , è una soluzione di corto respiro, sbagliata, perché genera soltanto altra paura.
Peraltro, i dati non corroborano queste scelte : negli ultimi 10 anni in Italia i reati sono calati quasi del 20%; nel 2024 nelle aree delle grandi stazioni sono state controllate circa 4 milioni di persone con un risultato di poco più di 1.000 arresti, circa 11.000 indagati e il sequestro di 50 kg di droga e di 250 armi ( fonte Ministero Interno, report Legal Aid ). A fronte di questo, invece, l’Istat certifica la sensazione di paura e insicurezza costantemente in aumento, soprattutto nella grandi città.

Il Polo Civico Esquilino chiede da tempo politiche pubbliche e risorse adeguate per realizzare una visione innovativa e concreta dell’accoglienza e dell’integrazione: lo sgombero di viale Pretoriano ha già dimostrato in maniera lampante che le prove di forza servono solo a spostare il disagio di qualche centinaio di metri, le tende che furono devastate dall’intervento delle forze dell’ordine ricomparirono pochi giorni dopo al di là della strada.
Allora, abbiamo detto NO ai cancelli e alla forza, che voleva imporsi anche su piazza Pepe, ottenendo l’apertura di un tavolo con il sindaco Gualtieri, insieme al Municipio I, che sta lavorando per dare corpo alle sole politiche in grado di fare la differenza : quelle dell’integrazione e delle relazioni.
Su piazza Pepe abbiamo avviato una progettazione partecipata con il Rione, con le tante associazioni del Polo civico e non solo, con il Comune di Roma e con il Municipio: una progettazione che vuole riappropriarsi dello spazio pubblico per animarlo e alimentarlo, di iniziative, giochi, sport, espressioni delle diverse Comunità che vivono questo Rione, contemporaneamente aiutando chi ha davvero bisogno e ha occupato con il proprio disagio quello spazio abbandonato dalla politica e, quindi, dalla cittadinanza.
La micro-criminalità si contrasta così, occupando spazi con iniziative sociali, costruendo presidi di comunità e dando risposte concrete al disagio e all’abbandono degli spazi urbani.
Per questo abbiamo chiesto risorse adeguate nel Bilancio di previsione di Roma Capitale per i Poli civici. Le abbiamo chieste per piazza Pepe, così come per la rigenerazione del Cinema Apollo e della strada scolastica di via Bixio, altro asse portante della Comunità esquilina.
Il Giubileo dei poveri e della speranza può e deve significare amicizia, accoglienza, condivisione, fiducia, fratellanza. Solo così possiamo costruire una società più giusta, più pacifica, più sicura (nel senso che SI-CURA) e, in ultima istanza, più felice.
Domani, alle ore 18 nella sede del Polo civico dell’Esquilino, in via Galilei 57, Poleis promuove “Zone rosse? Poche luci, molte ombre” , un incontro-dibattito per appronfondire e discutere il tema.
