Il Polo Civico Esquilino si istituisce formalmente, dopo un anno di incontri, assemblee e tavole rotonde, per volontà di 16 associazioni. Oggi le realtà che partecipano attivamente alle azioni del Polo sono più che raddoppiate, sono 33. Centinaia di persone unite da obiettivi comuni si sono messe insieme per creare un ecosistema collaborativo volto a implementare un modello di convivenza sostenibile e solidale, contrastando l’emarginazione e favorendo lo sviluppo locale, la cultura diffusa e la partecipazione civica.
Una delle azioni del Polo, ente apartitico e senza scopo di lucro che si regge sul volontariato e che è sostenuto unicamente dalla Fondazione Charlemagne, riguarda la pressione politica tesa al raggiungimento della riqualificazione di alcune zone dell’Esquilino. Tra queste, c’è Piazza Pepe, o meglio lo slargo che trasforma via Guglielmo Pepe in una vera e propria piazza. Negli ultimi mesi l’area è stata protagonista di un tavolo di concertazione con il Campidoglio, di una progettazione partecipata con i cittadini, le cittadine e attivisti delle associazioni che collaborano con Poleis, e di incontri formali con il Primo Municipio.
La collaborazione tra mondo della politica e cittadinanza attiva, che funziona da sentinella democratica territoriale, finalmente sta portando alla concretizzazione di idee, che solo fino a pochi mesi fa, sembravano irrealizzabili.
Il Municipio primo ha deciso di stanziare 718.000 euro per la realizzazione della strada pedonale di Via Bixio, sulla falsa riga del progetto già realizzato e funzionante di via Puglie, con alberature, arredi, giochi per i bambini, e 300.000 euro per la riqualifica dell’area di Piazza Pepe, che si costruirà proprio a partire dalle proposte emerse dagli incontri partecipati, formali e informali, del Polo Civico Esquilino: un’area ludico-sportiva all’aperto, un’area per animazione culturale, un’area verde con nuove alberature e un’illuminazione adeguata. A questa cifra vanno aggiunte ulteriori risorse messe in campo dall’Ama direttamente per la bonifica della zona retrostante al giardino, vertenza che il Polo porta avanti da sempre.
Mesi fa, dopo lo sgombero di Viale Pretoriano e grazie al lavoro portato avanti da “quelli del Polo” era stata bloccata, su volontà esplicita del Sindaco Gualtieri, la realizzazione (e il relativo stanziamento) di una cancellata a chiusura della Piazza. Dicemmo con fermezza il nostro “No alle cancellate” e da quel No, è nata la partecipazione alla costruzione di un progetto collettivo. Sport, cultura, aree ludiche, animazione culturale, presidi sociali a garanzia della rinascita di uno spazio urbano relegato a zona periferica e che prova a resistere nonostante le evidenti problematiche legate alla microcriminalità persistente.
Il secondo passo che ora il Polo Civico sta mettendo in piedi, e che sarà lanciato a fine febbraio, è una Consultazione popolare, capillare e diffusa, che raccolga le voci e le idee di chi “vive il quartiere”, i residenti, certamente, ma anche chi quotidianamente ci lavora e attraversa le strade del Rione, per dare spazio a chi troppo spesso non viene ascoltato, perché il “Rione è di chi lo vive”. Non è possibile immaginare opere di riqualificazione che non ascoltino le istanze di chi i luoghi li abita ed ha un rapporto privilegiato con le fragilità, l’ambiente e la storia.
Intanto alcune certezze le abbiamo. Quella piazza, per alcuni solo sinonimo di abbandono, furti e spaccio, potrà diventare un punto di partenza dove concretizzare azioni di democrazia dal basso – madre dell’accoglienza e della solidarietà -, dove ricominciare a immaginare un altro modo di vivere la città di Roma, dove unirsi, confrontarsi e creare la rigenerazione. Perché, ne abbiamo le prove, il securitarismo genera insicurezza, i community hub – come il Polo Civico dell’Esquilino – che si muovono tra rigenerazione sociale e rigenerazione urbana, arene in cui sperimentare e formare la capacità politica di tutti e tutte creano comunità.
E allora il Polo Civico dell’Esquilino, rimette in campo la pratica del cucito, abbiamo preso ago e filo, e stiamo tessendo, con tenacia e serietà, una rete capace di proteggere e accogliere.
