Abbandonare le piazze, i territori, gli spazi urbani è abbandonare le persone che le vivono.
L’ isolamento sociale, si sa, è padre della vulnerabilità che può portare allo sviluppo di comportamenti devianti e a una diminuzione del senso di responsabilità verso la società. Al contrario, il supporto sociale e l’integrazione nella comunità sono fattori protettivi contro la criminalità. Tant’è.
In questi mesi il Polo Civico si è impegnato a porre l’attenzione su Piazza Guglielmo Pepe , un luogo meraviglioso, ma abbandonato a se stesso.
Abbiamo organizzato assemblee, scritto articoli di divulgazione e denuncia, promosso una consultazione popolare durante la quale abbiamo raccolto oltre 1200 questionari, partecipato a tavoli di progettazione con le istituzioni, realizzato due mesi di animazione culturale – un calendario denso che si snoderà anche in autunno. Siamo riusciti a puntare la luce su una piazza che era relegata al buio, cominciando a tessere relazioni tese a un controllo sociale informale che superi l’abbandono.
Essere integrati in una comunità rafforza il senso di appartenenza e l’ identità positiva, riducendo la probabilità che le persone si identifichino o siano vittime di gruppi devianti o criminali.
Tutto questo da solo non basta, da sempre abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere con forza e convinzione che su Piazza Pepe venga instituito un presidio socio-sanitario fisso, la presenza di mediatori e psicologi di strada , un calendario di pulizia ordinaria, un approccio strutturale sulla sicurezza che miri a combattere efficacemente la criminalità, senza ricorrere a misure straordinarie o a Zone Rosse, che a oggi non hanno risolto il problema, quindi una visione politica lungimirante, costante, ordinata e che ascolti le reali necessità dei territori.
Chiediamo e aspettiamo risposte concrete, come concreto è il lavoro che il Polo Civico sta mettendo in pratica su Piazza Pepe. La società civile non può e non deve sostituirsi all’amministrazione né alle forze dell’ordine, ma deve supportare e funzionare da sentinella democratica delle problematiche territoriali, il compito delle istituzioni è quello di reimparare ad ascoltare.

