In attesa della Conferenza dei Servizi di gennaio per la riqualificazione, guardiamo a un Piano organico per il Rione, dal Mercato al commercio alla cultura al verde al sociale e alla casa
Piazza Pepe è il nostro luogo del cuore, il cuore di una visione e bisogna continuare a prendersene cura. Dopo mesi di animazione culturale e sociale grazie alla rete del Polo Civico Esquilino e in attesa della conferenza dei servizi prevista a gennaio per la riqualificazione urbanistica, crediamo serva guardare a questo spazio come al tassello di un piano organico che riguardi tutto il Rione.
In questi giorni molti articoli di stampa e interventi social raccontano di una piazza Pepe “abbandonata”, di un Rione in preda all’incuria, con decine di persone fragili lasciate in strada, di retate delle forze dell’ordine, malessere dei residenti. Restituiscono la minaccia dello sgombero di Spintime: dove finirebbero tutte le persone che ci vivono? Che hanno in quel Palazzo la propria Casa? L’esperienza del Polo nei mesi scorsi a piazza Pepe – così come quella di Spintime – dimostrano che oggi più che mai serve prendersi cura con amore – con amore vero e costante – dello spazio pubblico e della gente che lo vive.
Piazza Pepe e l’Esquilino: AAA cercasi visione
La presenza civica è indispensabile, insieme a quella di chi ha responsabilità pubblica. Servono risorse, serve un piano di gestione partecipato, serve la collaborazione concreta sul territorio, perché la cura non può essere affidata esclusivamente al volontariato. Serve una visione: dalla piazza al Mercato, al Nuovo Cinema Apollo alla mobilità di via Giolitti alla Zecca, al verde.
Piazza Pepe: cosa è stata, cosa può essere
Il progetto “Il Mondo a Piazza Pepe” non è stato una mera rassegna di iniziative, ma un vero e proprio laboratorio di cittadinanza attiva.
Da maggio a novembre, la piazza è stata trasformata in un bene comune vivo e attraversato, grazie a oltre 90 attività e al coinvolgimento di 40 associazioni, con una partecipazione stimata di circa 4.000 persone.
Sport, cultura, musica, assemblee, laboratori per bambini, momenti conviviali e interculturali hanno restituito senso e funzione a uno spazio che per anni era stato relegato alla marginalità. Il Polo ha svolto un lavoro complesso di cura materiale, supplendo alle carenze di servizi sociali e culturali, pulizia e manutenzione, attivando percorsi di inclusione e presa in carico di persone in condizioni di fragilità.
Questo lavoro non si è fermato. Continua quotidianamente grazie all’impegno delle 46 associazioni del Polo. Ma serve un salto di qualità nelle politiche pubbliche. La riqualificazione non può essere solo fisica: serve un presidio strutturale.
La prossima riqualificazione di Piazza Pepe – che prevede aree ludiche, sportive, di benessere e convivialità – è un passaggio importante. Ma da sola non basta. Lo spazio pubblico, il territorio e i suoi abitanti hanno bisogno di:
- presenza quotidiana;
- gestione condivisa;
- presidi sociali stabili;
- animazione culturale;
- risorse strutturali.
Senza questi elementi, ogni intervento rischia di restare fragile e temporaneo.
La piazza va presidiata, non militarizzata; abitata e vissuta, non solo arredata.
Piazza Pepe e il Mercato Esquilino: una relazione da costruire
La questione della riqualificazione di Piazza Pepe non può prescindere dal Mercato Esquilino, che insiste sulla stessa area ed è con essa in dialogo naturale, cuore economico, sociale e interculturale del Rione.
In questi giorni il Municipio I ha approvato il nuovo Piano del Commercio che riguarda anche il Mercato e introduce criteri più selettivi per l’assegnazione delle licenze e il contrasto all’illegalità. È un passaggio importante, che va valorizzato.
Serve allargare il ragionamento: la rigenerazione di Piazza Pepe e il futuro del Mercato devono essere pensati insieme, come parti di uno stesso ecosistema urbano.
Per questo riteniamo necessario:
- estendere il tavolo di confronto con Municipio e Comune, alla presenza del Mercato per immaginarlo insieme su modello europeo, aperto, moderno, animato;
- discutere una visione integrata tra spazio pubblico, commercio di prossimità e animazione sociale;
- valorizzare il ruolo delle realtà civiche e delle comunità che già vivono questi luoghi.
Esperienze come “Le Tavole del Mondo”, nate proprio dalla collaborazione tra associazioni, comunità e attività commerciali del territorio, dimostrano che questo dialogo è possibile e produce valore.
Non emergenza, ma politiche strutturali
Piazza Pepe ci ha insegnato che quando lo spazio pubblico è abitato, curato e condiviso, funziona.
Ora serve fare un passo avanti, con politiche strutturali e integrate, non soluzioni emergenziali. Serve riconoscere che la cittadinanza attiva non fa da tappabuchi, ma è una risorsa strategica.
Il Polo Civico Esquilino continuerà a fare la sua parte.
Chiede all’Amministrazione di fare la propria. Insieme.
Da Piazza Pepe all’Esquilino tutto: lo spazio non è un contenitore di problemi da risolvere, ma una possibilità da costruire insieme.
Un sogno da realizzare.
