La voce dell’Esquilino detta l’agenda politica per la riqualificazione

Si conclude la Consultazione popolare sulla riqualificazione di Piazza Pepe: un chiaro mandato politico

Si è conclusa l’analisi dei dati emersi dalla consultazione popolare per la riqualificazione di Piazza Pepe, lo slargo che si configura, da mesi, come luogo simbolico del rione, spazio di confronto tra visioni politiche sulla gestione degli spazi urbani. Sono stati 1.200 i questionari raccolti dal Polo Civico Esquilino in circa tre settimane per le strade e le piazze del quartiere. 

Dopo lo sgombero di Viale Pretoriano, avvenuto a settembre, la proposta di erigere una cancellata nei giardini è stata bloccata dall’intervento del Sindaco Gualtieri a seguito della pressione esercitata dal Polo Civico dell’Esquilino.

La critica ferma espressa dalle 40 associazioni aderenti a Poleis, con il loro “No alle cancellate”, non si è fermata alla contestazione, ma ha rappresentato la rivendicazione di un modello alternativo di riqualificazione urbana che ha trovato sponda nell’avvio di un tavolo di concertazione con il Campidoglio e con il Municipio I, culminata in una fase di progettazione partecipata e nella realizzazione di una consultazione popolare per la riqualificazione della piazza. Un’azione che rappresenta un potenziale punto di svolta nelle politiche urbane partecipative. 

La premessa: “Non è possibile immaginare interventi di riqualificazione che non ascoltino le istanze di chi i luoghi li vive, va messo al centro del processo decisionale le esigenze e le prospettive di chi vive quotidianamente il Rione”,  osserva Barbara Bonomi, presidente del Polo civico.

Ambiente, benessere, convivialità e cultura, questo il mandato politico che la cittadinanza ha espresso chiaramente nella compilazione del questionario. 1200 voci raccolte, di nazionalità diverse, di età diversa e di genere differenti costituiscono il corpus dell’analisi qualitativa e quantitativa.

L’esigenza plebiscitaria di “più verde” libero e fruibile in maniera conviviale (74,13% a favore della cura e incremento) svela la vera criticità in un rione dalla bassa densità di verde pubblico. Parallelamente, emerge con forza la volontà di trasformare Piazza Pepe in un polo di benessere attivo. Ampio consenso (oltre il 65%) per campi da basket, calcio, ping-pong, spazi sportivi polivalenti, aree benessere e ludiche per bambini.

La “Piazza talentuosa” che i cittadini immaginano animata da tante attività culturali (67,19%) e un “Talent Corner” (54,08%), evidenziano il ruolo cruciale della cultura come strumento di inclusione e rigenerazione urbana, più efficace di ostili barriere fisiche. 

La parola cancelli, e tutti i suoi sinonimi, viene espressa solo nell’1% dei casi.

Infine, la netta richiesta di bonifica dell’area dei compattatori AMA (63% di “sì”).

Lo spazio deve pulsare di sport e attività fisica, divenire polo culturale e formativo, favorire socialità e inclusione. I servizi devono riflettere la ricca multiculturalità del rione.

L’esito della consultazione su Piazza Pepe consegna alla politica una responsabilità precisa: interpretare e attuare la visione di un rione che rifiuta marginalità e securitarismo

Dall’analisi della consultazione popolare su Piazza Pepe, emerge una concezione di sicurezza che si discosta nettamente da modelli basati sulla chiusura e la mera sorveglianza passiva. I cittadini dell’Esquilino, con una chiara visione per il futuro del loro spazio pubblico, sembrano indicare che la vera sicurezza si radica nella cura costante della piazza e nella sua vivace animazione, viste come le forme più efficaci di presidio sociale e culturale. Un forte presidio sociale, quindi, senza disconoscere il ruolo cruciale di un presidio istituzionale attivo, che garantisca il rispetto delle regole e intervenga per contrastare fenomeni di degrado e criminalità.

Le richieste di maggiore illuminazione e di una presenza vigile non vengono negate, ma appaiono subordinate alla creazione di un ambiente positivo e vitale. In questo contesto, la proposta di installare cancellate riceve un consenso marginale, quasi a sottolineare una diffidenza verso soluzioni che rischiano di isolare e depotenziare la funzione aggregativa della piazza

I dati emersi non sono una lista dei desideri, ma una piattaforma politica per la rigenerazione urbana dal basso. L’amministrazione ha ora il compito di dimostrare se intende realmente dare voce alle persone attuando scelte politiche che privilegino vitalità, inclusione e sostenibilità, superando approcci securitari e riconoscendo l’identità multiforme dell’Esquilino.  

SCARICA IL REPORT “LA PIAZZA CHE VORREI”

Lascia un commento

PARTECIPA