La compagnia teatrale WOMEN CROSSING sta rivoluzionando l’approccio all’intercultura multiculturale e al superamento del trauma, utilizzando il teatro e il cinema come potente strumento di empowerment. Con il prezioso supporto della Culture and Health Platform e del Polo Civico dell’Esquilino, questo progetto innovativo non solo offre una piattaforma per la rielaborazione delle esperienze migratorie, ma promuove anche un dialogo empatico con la società civile.
Le attrici di WOMEN CROSSING, tutte donne che hanno vissuto in prima persona l’esperienza migratoria, trasformano le loro storie di viaggio – dal deserto al Mediterraneo – in performance teatrali di grande impatto. Il processo di costruzione dello spettacolo e le successive repliche si sono rivelati un meccanismo straordinario per la rielaborazione dei traumi. La ripetizione delle scene più emotivamente dense, unita alla finzione teatrale e alla presenza del pubblico, ha un effetto catartico, attenuando i ricordi dolorosi e favorendo un processo di guarigione collettiva.
La compagnia non si limita all’effetto curativo intrinseco dell’espressione artistica. WOMEN CROSSING affianca all’arte la “cura della parola”, collaborando con psicologi politici e operatrici di centri antiviolenza. Questa sinergia permette alle attrici di elaborare ulteriormente il peso del passato e di testimoniare le loro esperienze, trovando un profondo significato nel rito della recitazione davanti a un pubblico. Inizialmente le scuole, con i bambini, le maestre e i genitori, sono stati il primo pubblico, seguiti poi da festival, spazi sociali e teatri, ampliando così la risonanza del messaggio.
Un aspetto innovativo del progetto è la produzione di un film girato con telefoni cellulari. Questa scelta, dettata dalla necessità di mezzi poveri, accresce enormemente il pubblico potenziale e amplifica l’obiettivo comunicativo, rappresentando una sperimentazione di un nuovo linguaggio. La sovrapposizione di testimonianze vocali e riprese video delle giornate al mare permettono un coinvolgimento ancora maggiore, inclusa la partecipazione dei bambini.
L’empowerment delle madri ha un effetto benefico diretto sui bambini, e il coinvolgimento di educatori, attivisti, operatori e psicologi rafforza le reti di supporto, permettendo a ciascuno di osare di più nel futuro. Grazie al sostegno della Culture and Health Platform e del Polo Civico dell’Esquilino, WOMEN CROSSING continua a dimostrare come il teatro possa essere un potente motore di trasformazione sociale, promuovendo l’inclusione, l’antirazzismo e la guarigione in una comunità sempre più multiculturale.
Il Polo Civico dell’Esquilino (POLEIS) gioca un ruolo centrale nell’organizzazione e nella realizzazione degli interventi pianificati, fungendo da hub per attività che connettono arte e salute. Presso la sede di POLEIS, sono ospitati 8 incontri di casting e coaching, fondamentali per lo sviluppo artistico delle attrici. Inoltre, il Polo Civico è partner cruciale in importanti percorsi di supporto psicologico e sociale: nel corso del progetto si realizzeranno 3 incontri all’interno del Laboratorio di Psicologia Politica dell’associazione Psicologi in ascolto, dedicati all’elaborazione del trauma legato al percorso migratorio. A questi si aggiungeranno 2 incontri , per supportare percorsi di emersione da contesti di violenza di genere. L’impegno del Polo Civico si estende anche all’accompagnamento da parte delle operatrici e degli operatori dell’Associazione Genitori di Donato, parte integrante della sua rete.
Grazie al sostegno della Culture and Health Platform e del Polo Civico dell’Esquilino, WOMEN CROSSING continua a dimostrare come l’arte possa essere un potente motore di trasformazione sociale, promuovendo l’inclusione, l’antirazzismo e la guarigione in una comunità sempre più multiculturale.

