I parchi dell’Esquilino lasciati soli: quando i volontari sostituiscono le istituzioni

All’Esquilino i parchi pubblici esistono e restano vivi solo grazie ai cittadini.
Da anni comitati, associazioni e semplici residenti si prendono cura – gratuitamente – di aree verdi che dovrebbero essere gestite da Comune e Municipio. La situazione è arrivata al limite: nei fatti, i volontari stanno svolgendo compiti che spettano agli uffici pubblici, senza un mandato, senza risorse, spesso senza neanche una risposta.

Il caso del Giardino di via Statilia

Il caso più emblematico è quello del Giardino di via Statilia, adottato dall’Associazione Amici del Parco Carlo Felice APS. A differenza del Parco di viale Carlo Felice, Statilia è di competenza diretta del Municipio I. Tuttavia, da luglio 2024 la concessione per l’apertura e la chiusura dei cancelli – affidata a un’associazione con rimborso spese – è scaduta e non è mai stata rinnovata. Risultato: il giardino è rimasto aperto giorno e notte per mesi, diventando terreno di bivacchi, vandalismi e insicurezza.

A settembre, quando la situazione è diventata insostenibile, i volontari hanno incontrato l’assessora Alfonsi, che ha informato le forze dell’ordine e ottenuto un intervento di sgombero e una pulizia straordinaria del Servizio Giardini. Ma la questione centrale – la gestione dei cancelli – non è stata risolta.

A sopperire sono stati ancora una volta i cittadini: un volontario, Eddy, si è fatto carico per tre mesi di aprire e chiudere il giardino, ogni giorno, senza alcun riconoscimento economico né mandato formale. Una soluzione improvvisata e insostenibile, che si è interrotta il 1° dicembre, costringendo l’associazione a chiudere il giardino e a occuparsi della manutenzione “a cancelli chiusi”.

Il 6 novembre è stata inviata una PEC ufficiale al Municipio, ma a oggi non è arrivata alcuna risposta. Un silenzio amministrativo che si aggiunge ai ritardi nella manutenzione di base: sedute rotte, una fontanella non riparata da mesi, scritte vandaliche, problemi di sicurezza e mancanza di coordinamento con la Sovrintendenza.

Carlo Felice e Piazza Dante: parchi mantenuti da volontari

Non va meglio al Parco di viale Carlo Felice, che da nove anni è mantenuto quasi interamente dai volontari dell’ Associazione Amici del Parco Carlo Felice APS., che da nove anni è mantenuto quasi interamente dai volontari: uno dei parchi meglio curati di Roma grazie al lavoro gratuito dei residenti, che puliscono, potano, piantano, prelevano rifiuti e perfino gestiscono un’area compost. Anche qui persistono problemi causati da inciviltà quotidiane – vandalismi, danni agli orti urbani, comportamenti scorretti di proprietari di cani – che richiederebbero una presenza istituzionale costante e un sistema di regole realmente esigibili.

Una situazione simile riguarda anche il Giardino di Piazza Dante, adottato dal Comitato Amici del Giardino Piazza Dante: uno spazio che dovrebbe essere restituito alla cittadinanza ma che, in assenza di una gestione pubblica efficace, resta chiuso ai cittadini.

Promesse che si ripetono, soluzioni che non arrivano

Nel frattempo, in Commissione Ambiente del Municipio I si riconosce il valore dei comitati che hanno “adottato” le aree verdi, ma le soluzioni concrete tardano. Si annuncia che l’apertura/chiusura dei cancelli dovrebbe essere risolta “nei prossimi giorni” grazie a Risorse per Roma, ma è la stessa promessa ripetuta da mesi.

La verità è semplice e dura: i parchi dell’Esquilino sopravvivono perché esistono cittadini che fanno, ogni giorno, il lavoro delle istituzioni. Lo fanno per senso civico, per amore del quartiere, per responsabilità verso un bene comune che dovrebbe essere di tutti.

Oggi chiedono una sola cosa: non essere lasciati soli.
E chiedono risposte, non altre promesse.

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