Il ruolo dei Poli Civici nel Contrasto alla Povertà Alimentare

Mangiare è un gesto quotidiano. Ma non per tutti è una scelta libera.
Anche in una grande città come Roma, sempre più persone fanno fatica ad accedere a un cibo sano, sufficiente e di qualità.

La povertà alimentare non è un fenomeno lontano o marginale: ci riguarda da vicino.

Lo sapevate che più di un romano su venti vive in condizione di povertà alimentare?

Secondo un recente report del CURSA (Consorzio universitario per la ricerca socioeconomica e per l’ambiente) , nel nostro Paese il 5,6% della popolazione vive in condizioni di insicurezza alimentare. Parliamo di quasi 3 milioni di persone, l’equivalente degli abitanti di una regione come la Toscana.

Non si tratta sempre di soffrire la fame in senso stretto, ma trovarsi nell’impossibilità di avere accesso a una dieta sana e adeguata. In altre parole significa mangiare poco o troppo, ma soprattutto male e senza poter scegliere cosa mettere nel piatto.

Per questo è particolarmente importante che Roma, primi in Italia, nel dicembre 2025 ha adottato la prima politica locale contro la povertà alimentar e per il diritto al cibo, frutto della collaborazione con ilConsiglio del Cibo, che riunisce 150 organizzazioni per una food policy per la città.

Il ruolo dei Poli Civici

Sapevate che nelle linee guida per il contrasto alla povertà alimentare di Roma Capitale ai Poli Civici viene attribuito un ruolo strategico?

Ebbene si! Sono elementi chiave della governance territoriale del welfare alimentare.

Infatti, i Poli, configurandosi come corpi intermedi tra pubblico e terzo settore, sono elementi di connessione reale con la comunità locale e le esigenze dei territori. Di conseguenza giocano un ruolo fondamentale nell’attivazione di progetti per le politiche alimentari.

I poli sono riconosciuti anche per gli sportelli sociali che riescono ad orientare la cittadinanza verso servizi esterni, operando come presidi di prossimità, capaci di intercettare bisogni complessi e multidimensionali (sociali, sanitari, abitativi), analizzandoli per favorire politiche più giuste ed eque.

Infatti i poli segnalano i beneficiari per l’accesso ai centri di distribuzione alimentare, ad esempio il Polo Civico Esquilino, reindirizza chi ha bisogno allo Slow Social Market, Emporio Solidale di Nonna Roma e Slow Food Roma, a due passi dalla stazione Termini. Gli empori sono il fulcro delle politiche per il cibo, rappresentando la forma più dignitosa di aiuto, perché garantiscono scelta ai cittadini.


Il Polo Civico Esquilino partecipa ai tavoli permanenti sulla povertà alimentare.

Sabato, 14 marzo siederemo alla prossima assemblea del Consiglio del Cibo per istituire i tavoli tematici, ovvero dei luoghi dove per i prossimi mesi ragioneremo e discuteremo sulle future politiche del cibo della città.

Nei prossimi mesi i tavoli tematici del Consiglio del Cibo saranno luoghi di confronto tra istituzioni, associazioni, realtà del territorio e cittadinanza per immaginare politiche alimentari più giuste, sostenibili e accessibili.

Come Polo Civico Esquilino continueremo a portare in questi spazi l’esperienza del territorio, ascoltando i bisogni delle persone e contribuendo alla costruzione di risposte concrete.
Perché il diritto al cibo non è una questione di assistenza. È una questione di dignità, salute e giustizia sociale. E riguarda la qualità della vita della nostra città.



Fonti:
https://www.retisolidali.it/dal-tufello-a-ostia-la-poverta-alimentare-colpisce-piu-di-1-romano-su-5/?fbclid=IwY2xjawQc0FlleHRuA2FlbQIxMABzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeh6rFV2i4AEQEP7ABJ5JYNXR7R8tiIHUXqEarEyGVUoQlbCDwV8tzfK9S-s4_aem__ETfuJfBlrwbY58Sfl5e3w
https://www.vita.it/poverta-alimentare-roma-approva-la-delibera-per-una-politica-del-cibo/

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