I lavori partiranno tra aprile e maggio. Al centro del confronto anche la proposta del Polo per un progetto strutturato di intervento sociale sulle dipendenze e la necessità di un metodo stabile di collaborazione tra Comune, Municipio e rete civica.
A poca distanza dall’Esquilino, nei giardini di Piazza Vittorio, due tavoli da ping pong in muratura hanno generato qualcosa di straordinario: una comunità variegata di pongisti — medici, artisti, senzatetto, studenti — riuniti ogni giorno dallo stesso gioco, a prescindere da lingua, provenienza o condizione sociale. Una storia diventata documentario, libro di poesie, e persino squadra agonistica che lotta per la promozione nel campionato federale. È la dimostrazione concreta di quanto uno spazio pubblico ben progettato e vissuto possa fare. È esattamente questo modello che il Polo Civico Esquilino ha in mente per Piazza Pepe.
Il 26 marzo si è svolto un nuovo incontro tra il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, la Presidente del Municipio I Lorenza Bonaccorsi, lo staff del Sindaco e una rappresentanza del Polo Civico Esquilino. Ordine del giorno: il progetto di riqualificazione di Piazza Pepe e le principali criticità del rione.

Il progetto è definito: si parte tra aprile e maggio
L’Amministrazione ha confermato la chiusura del progetto di Piazza Pepe. I lavori prenderanno avvio tra aprile e maggio, con conclusione prevista entro l’autunno. La riqualificazione prevede una trasformazione significativa dello spazio: nuove aree sportive, una dedicata al benessere, l’altra con campo polivalente, giochi, presidio AMA, mitigazione acustica e mantenimento del verde. Un progetto costruito grazie a un percorso di progettazione partecipata portato avanti dal Polo Civico.
Resta aperto un punto critico: l’introduzione di una recinzione a protezione del campo, elemento non coerente con gli esiti del percorso partecipativo. Municipio e Comune si sono impegnati a valutare soluzioni più leggere o alternative. Il Polo continuerà a vigilare su questo aspetto.
Il nodo vero: chi gestisce la piazza?
Sul punto più delicato si è registrata una convergenza forte. Riqualificare gli spazi senza definire chi li presidia, chi li anima, chi ne ha cura quotidiana è un errore già compiuto altrove. Piazza Pepe deve avere un modello di gestione chiaro, che integri la dimensione fisica con quella sociale, in particolare rivolta alle situazioni di maggiore fragilità presenti nell’area.
Il tema delle dipendenze è centrale. Gli interventi recenti delle forze dell’ordine hanno solo spostato le criticità più che risolverle. Per questo il Polo Civico ha avanzato una proposta concreta: un progetto biennale per la presa in carico di persone con dipendenze, costruito in rete tra associazioni e istituzioni. Il Sindaco ha riconosciuto il valore del lavoro territoriale e la necessità di rafforzare gli interventi sociali, avviando un confronto con l’Assessorato competente per verificare la sostenibilità delle proposte.
All’Esquilino non si risolve con la sicurezza muscolare
L’incontro ha offerto l’occasione per un confronto più ampio sulla complessità del rione. L’Esquilino è segnato da tensioni sociali, ma gli interventi finora messi in campo sono stati frammentari o sbilanciati sulla dimensione securitaria, senza affrontare le cause strutturali del disagio.
È stata condivisa la necessità di un approccio più integrato, capace di tenere insieme dimensione urbana, sociale e abitativa. Anche nei processi di sviluppo — come nel caso del cosiddetto “Dente cariato” — occorre evitare derive speculative non coerenti con i bisogni del quartiere e con le comunità che lo abitano.
Al Sindaco è stato illustrato e consegnato un documento di sintesi che mappa le principali criticità e questioni aperte nel rione: via Bixio pedonale, SpinTime, Casa dei Diritti Sociali, ex Cinema Apollo, Zecca, Nuovo Mercato Esquilino, Dente Cariato.

Verso un metodo stabile di confronto
Il risultato più importante dell’incontro riguarda il metodo. È stata condivisa la necessità di un confronto permanente tra Comune, Municipio e Polo Civico, capace di costruire una strategia organica sul territorio superando la logica degli interventi frammentari.
Le priorità immediate sono: l’avvio della Conferenza dei Servizi su Piazza Pepe, la definizione del modello di gestione della piazza con presidio e attivazione delle funzioni sociali, l’attivazione di interventi strutturati sulle dipendenze e il consolidamento del confronto permanente tra Comune, Municipio I e Polo Civico Esquilino.
L’incontro del 26 marzo segna un passo avanti importante: il riconoscimento istituzionale della necessità di integrare riqualificazione urbana e intervento sociale, e il rafforzamento di una collaborazione strutturata tra istituzioni e rete civica. Come i tavoli da ping pong di Piazza Vittorio dimostrano ogni giorno, basta poco per costruire comunità — ma quel poco va progettato, curato e presidiato. È questo che il Polo Civico Esquilino chiede per Piazza Pepe e tutto il Rione.
