IL DENTE CARIATO NON SI VENDE, SI CURA


Presentate le proposte civiche per la rigenerazione del Dente Cariato: “Serve una trasformazione urbana che risponda alle esigenze del territorio, non l’ennesima operazione immobiliare”.

Oggi, davanti alla Stazione Termini, il Polo Civico Esquilino insieme alle realtà sociali, associative e territoriali coinvolte nel percorso partecipativo sul futuro del Dente Cariato ha presentato pubblicamente il documento di proposte per la rigenerazione dell’immobile.

Prima della presentazione, attiviste e attivisti sono saliti sul tetto dell’edificio esponendo uno striscione con la scritta:

IL DENTE CARIATO NON SI VENDE, SI CURA

Un messaggio chiaro contro l’idea che uno dei luoghi più simbolici e strategici dell’Esquilino possa essere trattato come una semplice occasione di valorizzazione immobiliare.

Durante il presidio, sono stati illustrati i risultati del percorso partecipativo promosso dal Polo Civico Esquilino: assemblee pubbliche, incontri, confronto con associazioni, abitanti, lavoratori, studenti e realtà sociali del rione.

Le proposte presentate oggi rappresentano una visione alternativa rispetto ai modelli di trasformazione urbana centrati sulla rendita e sulla turistificazione che espelle progressivamente la comunità residente: “Non siamo contrari alla rigenerazione. Siamo contrari all’idea che rigenerare significhi privatizzare e trasformare tutto in funzioni turistiche o speculative. Il Dente Cariato deve diventare un’infrastruttura sociale urbana che dia risposte concrete ai bisogni del territorio”, dicono al Polo.

Il documento presentato nasce come risposta alla consultazione del mercato per la valorizzazione del Dente Cariato. Noi lo immaginiamo come spazio multifunzionale e permeabile. il progetto si articola su due ipotesi: la prima si sviluppa su 6 piani, 10.000 mt² e prevede:

  • funzioni abitative accessibili e non speculative, come residenze pubbliche per studenti, social housing e co-housing intergenerazionale;
  • economie locali di prossimità, uno spazio con attività di ristorazione, alimentari di qualità, e servizi per residenti e viaggiatori;
  • spazi per attività sportive, salute e benessere, come una palestra polifunzionale, basket e altri sport di gruppo, una piscina nel seminterrato;
  • servizi culturali e luoghi per studio e formazione come una casa delle culture con una biblioteca internazionale, coworking, aule studio;
  • welfare di prossimità e servizi sociali, come la casa del rider, una stazione di posta per persone vulnerabili
  • spazi verdi e di agricoltura urbana, una piazza pubblica sopraelevata con un giardino pensile, aree ombreggiate e dispositivi di adattamento climatico, accompagnato da uno spazio multifunzionale destinato ad attività culturali, eventi pubblici e iniziative per il territorio.

La seconda ipotesi, prevede minori risorse e solo la ristrutturazione dell’esistente con una riqualificazione della superficie del tetto con spazi verdi e attività sportive. La sostenibilità economica del progetto si fonda sulla creazione di un fondo immobiliare civico composto da soggetti pubblici e privati. la gestione del progetto verrà affidata ad una fondazione di comunità. (per informazioni vedi il progetto completo qui sotto) 

Ribadita la contrarietà a modelli già visti: studentati privati, grandi hub turistici e operazioni immobiliari che hanno prodotto aumento dei costi abitativi e impoverimento del tessuto sociale. Dal processo partecipativo è emersa una forte preoccupazione per le 22 imprese e per gli oltre 80 lavoratori e lavoratrici del Dente Cariato, che dovranno avere adeguate risposte in termini di ammortizzatori sociali. 

Le realtà promotrici porteranno le proposte al confronto con le istituzioni previsto il 3 giugno, chiedendo che il percorso partecipativo venga riconosciuto come elemento centrale nella definizione del futuro dell’area.

Il Dente Cariato non è un vuoto urbano da monetizzare. È un pezzo di città da restituire a chi la vive.

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