La sicurezza non nasce da risposte securitarie né da interventi emergenziali. Nasce dalle relazioni. Non si impone dall’alto: si costruisce, ogni giorno, dal basso.
È da questa convinzione che nasce il lavoro di mappatura del Polo Civico Esquilino. Un lavoro concreto, capillare, politico nel senso più alto del termine. Abbiamo messo in rete e reso ancora più visibili 243 attività e servizi delle 49 associazioni che oggi compongono il Polo: realtà sociali, culturali, educative, mutualistiche che ogni giorno animano il rione.
La presentazione della mappatura non è stata solo un momento di restituzione pubblica, ma il racconto di un percorso condiviso.
Il Polo nasce nel 2023. In poco più di due anni siamo passati da un’intuizione condivisa a una rete strutturata di 49 associazioni. E continueremo a crescere, perché la rete è necessaria: è l’unica strada possibile. In un tempo dominato dall’individualismo, dalla frammentazione e dalla solitudine, costruire comunità è un atto controcorrente. Comunità significa aiuto reciproco, dialogo, presenza. Significa rimettere al centro il senso dello stare insieme.
La mappatura è uno strumento fondamentale in questo percorso. Non è solo un elenco: è la fotografia di un ecosistema territoriale. Abbiamo censito e organizzato servizi e attività rivolti a bambini, giovani, famiglie, anziani, nuove cittadine e nuovi cittadini. Sportelli sociali, supporto psicologico, attività culturali, laboratori, percorsi educativi, spazi di aggregazione. Un welfare di prossimità che integra, accompagna, previene.

Come ha sottolineato l’Assessore alle Politiche Sociali di Roma Capitale, Barbara Funari, serve “una strada che generi cambiamento” e una narrazione della sicurezza fondata sulla cura e sulla rete. Andrea Catarci, Responsabile Ufficio Partecipazione e Quartieri della Capitale, ha indicato l’esperienza di Poleis come un modello capace di ispirare altri Poli in città, per rispondere in modo plurale alla diseguaglianza sociale crescente. Claudia Santoloce, Assessore alle Politiche Sociali del Municipio I, ha parlato dell’ecosistema del Polo come di una sfida collettiva per le istituzioni, un ponte tra comunità e azione pubblica. E la Consigliera delegata di Città Metropolitana Tiziana Biolghini ha definito i Poli Civici come infrastrutture sociali “necessarie” alla città.
Noi crediamo che questo sia il punto: costruire un modello comunitario che sfidi l’apatia, la sfiducia e la passività diffuse nella società contemporanea. Il Polo è un seme. Se si diffonde, può far rigermogliare entusiasmo democratico, partecipazione, responsabilità condivisa.
Per questo la mappatura è così importante. Rende visibile ciò che già esiste ma spesso resta frammentario: un sistema di relazioni, competenze, servizi. Nella guida sono presenti le associazioni aderenti, i loro scopi, i servizi offerti, le attività promosse, i contatti e gli orari di apertura. Uno strumento pratico, accessibile, pensato per essere usato da tutti e tutte.
Il lavoro è un work in progress. L’ecosistema si amplia, le connessioni si rafforzano, nuovi soggetti si avvicinano.
Chiunque può passare al Polo Civico Esquilino per ritirare la guida informativa e conoscere da vicino questa rete.
Perché la sicurezza sociale si costruisce così: con presenza quotidiana, cooperazione e visione. Noi abbiamo scelto di costruirla insieme.
UNA CITTA SICURA È UNA CITTA CHE SI-CURA
