Roma mette un freno alla monocultura turistica: tre anni in più per difendere botteghe e territori

Una decisione che va nella direzione giusta, e che parla chiaramente di che città vogliamo essere.

Il Campidoglio ha prorogato per altri tre anni lo stop all’apertura di nuovi minimarket, gastronomie e negozi di souvenir nel centro storico. Una misura che arriva dopo un passaggio non scontato: è stata infatti ribaltata una sentenza del TAR, riconoscendo l’autonomia dell’amministrazione nel regolare il commercio nelle aree più sensibili della città.

Non si tratta solo di “decoro urbano”, come spesso viene raccontato. Qui è in gioco qualcosa di più profondo: la possibilità di contrastare la progressiva omologazione commerciale e la desertificazione territoriale che trasformano i quartieri in vetrine tutte uguali, svuotate di identità e vita reale.

Limitare la proliferazione di attività legate a un turismo mordi e fuggi significa anche difendere chi ogni giorno tiene aperte botteghe, laboratori, piccoli esercizi che hanno radici nei territori. Artigiani, produttori, economie locali che non possono competere con modelli basati su bassi costi, alta rotazione e poca qualità.

Per Lorenza Bonaccorsi, Presidente del Municipio Roma I Centro è un ottima notizia. Per Jacopo Scatà, Assessore al Commercio del I Municipio il prossimo passo deve essere bloccare l’esplosione delle pelletterie di scarsa qualità che hanno preso il posto dei minimarket.

È una scelta politica chiara: mettere un argine alla monocultura turistica e provare a restituire spazio a una città abitata, vissuta, plurale.

Da mesi, come Polo Civico Esquilino, abbiamo avviato il ciclo di incontri pubblici “Alfabeto Esquilino”, per ripensare insieme il nostro territorio, a partire proprio dalla progressiva scomparsa dell’artigianato e delle botteghe storiche, che rappresentano un pezzo fondamentale dell’identità del quartiere.

Da parte nostra, non possiamo che accogliere con favore questa proroga. Perché stare dalla parte degli artigiani e del commercio locale di qualità significa anche sostenere tutte quelle misure che tengono insieme economia e comunità. E che permettono ai quartieri di restare vivi, provando a invertire le dinamiche di gentrificazione.

Lascia un commento

PARTECIPA